sabato 30 aprile 2016

La moda della crisi

Buongiorno amici.

Oggi, vorrei parlarvi di un argomento sui cui sto riflettendo da tanto. Aldilà del fatto che da un po' di tempo non riesco a creare per svariati motivi, compresa la mancanza di ispirazione (che mi blocca nel creare) e anche lo stimolo a livello di originalità. Ho sempre cercato di creare gioielli unici, particolari e diversi da quelli che si vedono sia sul web, sia sulle riviste di moda, ma ultimamente non ci riesco e la crisi economica non aiuta ne chi acquista ne chi crea.
A parte i classici della moda, le novità che escono come nuovi trand sono a dir poco confuse. Non c'è una nuova scia a cui potersi ispirare. Tutto, dai vestiti agli accessori, è molto caotico. Sembra una fusion di stili dei decenni passati. Naturalmente io non mi riferisco solo ai marchi di moda famosi, anche se hanno a disposizione i migliori designer e materiali e quindi potrebbero sbizzarrirsi ad inventare di tutto, anzi da diversi anni ho notato che sempre più case di moda traggono ispirazione da blogger creativi/e oltre che a rispolverare gli anni venti, sessanta, settanta, ottanta, ecc.. Si vede che l'ispirazione non manca solo a me!
Da una parte, secondo me, il fatto che non ci sia una corrente definita da seguire risulta positivo, quasi liberatorio. Ognuno può creare un proprio stile, che rifletta la sua identità, senza omologazioni. Fa molto metropoli. La moda degli anni passati (fino al nuovo millennio), era abbastanza noiosa: vincolava, rendeva tutti uguali o completamente diversi, se non la si seguiva. Troppo netta ed esigente, molto provinciale, troppo rassicurante.
Oggi la mancanza di idee ed originalità ha dato due alternative: libertà di espressione e niente indicazioni sullo stile da seguire. Questo porta a due situazioni: moltissimi stili diversi e dover individuare un percorso proprio da seguire. Quindi molti designer e creativi si ritrovano a trovare uno stile particolare, a volte assurdo, per potersi distinguere almeno un po'.
Forse si è arrivati ad una maturità sociale, dove ognuno deve essere se stesso, vestire e creare ciò che più lo rappresenta. La contaminazione di generi, culture ed  epoche è stata positiva. Da un'ottica più ampia sulle opportunità creative, ma nello stesso tempo crea un ammasso di informazioni che spesso generano il caos.
Quindi, mi ritrovo a ripetere quello che ho scritto all'inizio, sono alla ricerca della mia ispirazione. Ma prima o poi riuscirò a creare un po' di ordine all'infinito numero di stimoli e informazioni che ho in testa e ritroverò così la mia corrente, il mio stile.
Qui sotto ho scelto alcune foto dalle sfilate per la Primavera-Estate 2016, per rendere meglio l'idea di quello che intendevo dire nell'articolo. A me piacciono tutti, ma io non faccio testo, perché mi vesto in base al mio umore.

Le foto dell'articolo sono prese dal web









A presto. Niki

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